Napoli: no no, niente Linux, grazie

Leggendo un articolo su PI e poi su geekplace, vengo a sapere che La Giunta comunale di Napoli, nonostante un ordine del giorno dello scorso febbraio che imponeva la sperimentazione di Linux e open source ora ci ha ripensato.

NeCoSi ha le sue buone ragioni per arrabiarsi con la Rizzo (assessore con delega alle Reti telematiche), ma un fondo di verità nelle parole della Rizzo c’è.

Molte strutture amministrative comunali sono gestite da personale, a par mio, non idoneo a priori. Già con pacchetti MS hanno immense difficoltà (pacchetti con cui hanno a che fare ogni giorni da anni). Figurati fargli usare OpenOffice, dove magari una voce di menu è stata spostata solo di una posizione.

Sia chiaro che approvo pienamente la proposta di Dass, ma alla realtà dei fatti – è vero – bisogna cambiare il parco macchine (spesso vetuste, ancora con programmi dos) indipendentemente dall’uso di linux o meno, ma prima di tutto il personale! Mettiamo un po’ di giovani a lavorare che ne hanno bisogno!

Tuttavia, leggo che si parla di “sperimentazione”, quindi almeno un piccolo passo avrebbero potuto farlo.

Fletto i muscoli e sono nel vuoto.

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